Questo libro l'ho comprato in promozione alla libreria dell'aeroporto, della serie due a dieci euro o poco più, e mi ha affascinata in maniera incredibile. Da qualche tempo ho cominciato a leggere (e collezionare) libri di mitologia greca scritti da autrici donne o che comunque indagassero il punto di vista femminile dell'Iliade e dell'Odissea. I miei preferiti sono quelli raccontati dalle protagoniste stesse come "Il canto di Calliope" di Natalie Haines, nel quale la guerra di Troia e i pensieri delle protagoniste sono narrati dalla musa, che si presta al racconto con una certa insofferenza rispetto agli umani che le chiedono continuamente l'ispirazione per poetare.
In questo volume invece a raccontare le vicende e i tormenti di Penelope è la dea Afrodite, ed è un secondo volume di una serie, nel primo si analizzava il comportamento di Penelope rispetto ai proci, la sua resistenza agli intrighi e alle pressioni che vorrebbero farla capitolare in matrimonio. Mentre nel primo volume era la madre Era in persona a raccontare, qui la sottovalutata Afrodite realizza quanta influenza di Artemide e Atena sia calata sulle vicende di questa piccola isola pietrosa che è Itaca. Il primo libro "Il mistero di Penelope" l'ho trovato molto "politico" e strategico, freddo nel racconto e puntuale nella motivazione delle decisioni, anche terribili, prese dai personaggi.
Questo secondo "La scelta di Penelope", è si strategico e combattivo, ma pieno della passione che evidentemente Afrodite riesce a infondere anche per interposta persona a tutti i protagonisti. All'inizio troviamo una Penelope annientata nel suo ruolo di madre, poichè Telemaco è partito per il mare alla ricerca del padre, piena di sensi di colpa e della consapevolezza che se facesse ritorno, i proci tenterebbero di farlo fuori.
Nel frattempo però si occupa in modo superbo di mandare avanti l'economia di Itaca, con i commerci, la pastorizia e la pesca, riesce sempre a imbandire dei banchetti sufficienti per tutti i pretendenti che si ritrova in casa.
Parallelamente e segretamente è riuscita a mettere in piedi un esercito al femminile che riesce a sconfiggere dei falsi pirati e si tiene pronto per ogni evenienza, al contrario dei vecchi consiglieri che non sono riusciti ad addestrare i ragazzi dell'isola alla battaglia.
Penelope scopre un nuovo pericolo per il suo palazzo; il re di Sparta, Menelao, sbarca sull'isola con Elena e parte dell'esercito con l'intenzione di "prendersi cura" della moglie del suo caro amico che ha trascurato per troppi anni, e possibilmente anche del regno di Micene il cui sovrano Oreste sembra essere impazzito per il rimorso di aver ucciso la madre Clitemnestra.
Il piano di Menelao è quindi quello di riunire tutta la Grecia sotto il suo dominio, approfittando del fatto che una donna sola non può e non ha le facoltà per guidare il suo popolo e il povero nipote non ha la doverosa lucidità.
Ma Penelope si rivela una combattente e stratega degna di essere riconosciuta una nemica alla sua altezza, e con l'aiuto del vecchio Laerte e delle sue fidate e armate ancelle, e solleticando le aspirazioni e le debolezze dei pretendenti, riesce a sventare il pericolo. Cura Oreste dalla sua "pazzia" indotta dal veleno, fugge con lui e sua sorella Elettra (reggente del regno in mancanza delle capacità fraterne), brucia le navi di Menelao, lo minaccia di far conoscere a tutti i greci il suo tradimento, e alla fine lo caccia via dalla sua piccola isola pietrosa e si sbarazza anche di diversi pretendenti.
Il vecchio re Laerte ritrova la gioia delle schermaglie strategiche (d'altra parte è stato un argonauta) e propone di affrescare il palazzo con i dipinti delle sue gesta, al posto di quelle di Ulisse, distrutte da Menelao.
In epilogo vediamo Atena che sveglia l'atteso e ripetutamente naufrago, suo protetto, su una piccola spiaggia che potrebbe essere proprio su Itaca, ma Penelope ha già salvato tutto il suo dominio e quello di Micene, con le sue azioni risolutive per il futuro dei greci. Una combattente suo malgrado, una regina de facto ma non de iure, una figura che si rivela non più l'infelice fanciulla abbandonata in balia degli eventi, ma una grande condottiera e comandante in capo di un intero regno.
Meraviglioso, da rileggere.
404 pagine Newton Compton editori